Che lo abbiate visto in Imax, in pellicola "normale" o che ne abbiate anche solo sentito parlare, di sicuro la trascrizione cinematografica dell'opera di Omero è sulla bocca di tutti in questi giorni.

Ma come al solito...abbiamo dato "un'orecchio" alla colonna sonora?

Tutti si aspettavano il grande ritorno di Hans Zimmer ma, dopo "Tenet", Nolan ha mantenuto Göransson come suo compositore principale. (Non preoccupatevi, ne Zimmer ne Nolan hanno escluso future nuove collaborazioni).

Hans Zimmer - Wikipedia
Hans Zimmer

Ma allora, se lo stile di Zimmer abbiamo imparato ad amarlo, cos'ha fatto Göransson di speciale in questo film?

Ludwig Göransson

Göransson ha cercato, più che di descriverci la Grecia antica, un modo per raccontarci qualcosa di si antico, ma a noi sconosciuto. Questo nasce da uno studio approfondito delle ricostruzioni della musica greca antica, di cui ci rimangono pochi frammenti, integrandole ovviamente con tecniche contemporanee di sound design. Il risultato, tra strumenti greci come l'aulos, ricostruzioni di Lyra greca, sintetizzatori analogici e texture elettroniche quasi impercettibili, è quello non di una colonna sonora ma bensì di un paesaggio sonoro. È storicamente accurata? No. In questo caso è importante? No comunque, perché il risultato ci riporta esattamente dove dovremmo essere: in un posto che non conosciamo.

Aulos - Wikipedia
suonatore di aulos

Uno dei momenti più atroci dell'odissea di Omero è sicuramente quando Ulisse costringe i suoi uomini a tapparsi le orecchie con la cera per non sentire il canto terrificante ed allo stesso tempo ammaliante delle sirene... ma lui vuole sentirlo: si fa quindi legare all'albero maestro della nave con l'obbligo totale di non slegarlo, qualsiasi cosa lui facesse o dicesse. E con Nolan? Göransson ha un'idea geniale che, secondo me, racchiude tutto il viaggio di Ulisse. Prepariamoci a riprendere gli intervalli perché sono proprio loro i protagonisti di questo nostro viaggio, viaggio interiore che Nolan fa descrivere benissimo ad Ulisse (ma lo vedremo dopo).

Ulisse e il canto delle sirene di Capri - Isola di Capri Portal

Quando arriviamo nel mare delle sirene le prime note che sentiamo creano una sesta minore, una carezza di nostalgia (la nostalgia di casa di Ulisse); ma queste note vogliono però tendere a risolvere questa nostalgia, incontrando due grossi ostacoli: il primo, il diabolus in musica, il famoso tritono. Intervallo scomodo da intonare e da percepire, infatti ci da quasi senso di irrequietezza e instabilità (che rappresenti la guerra?). Ed ecco il secondo problema, l'intervallo di seconda maggiore (instabile) crea di nuovo un "problema" (magari quello del travagliato viaggio di ritorno?) e poi ecco, una luce di speranza, che si protrae nel tempo, una quinta giusta, intervallo super consonante, ma che come abbiamo detto si protrae nel tempo... forse l'illusione nell'isola di Calipso? Ed ecco poi il ritorno a casa, il raddoppio della fondamentale in un unisono, la ricongiunzione con l'amata Penelope.

Questa è, ovviamente, solo una nostra interpretazione ma lasciate che vi riporti di seguito quello che nel film Ulisse dice del canto delle sirene:

"Era tutte le cose che avresti voluto essere e poi tutte le cose che avresti
voluto non aver mai desiderato. Era un prurito delizioso che vorresti grattarti ma lo trovi sotto la pelle e
non riesci a raggiungerlo. Quindi il delizioso prurito diventa
insopportabile. Ti ha detto che ciò che desideri di più è ciò che più non puoi avere e che il massimo che non puoi avere è ciò che già avevi perso. Era una canzone con tutte le promesse che non sono
riuscito a mantenere. E mi ha detto che non voglio davvero tornare a casa"

Leggendo le due cose assieme, forse iniziano a prendere un certo aspetto, forse iniziano a dirci che sì, il tema delle sirene racconta il viaggio di Ulisse, ma le sirene sono manipolatrici "mi hanno detto che non voglio davvero tornare a casa"

Il tema di Ulisse, infatti, è composto quasi solo esclusivamente da registri medio-bassi, non vogliono rappresentare l'Eroe ma bensì...l'uomo. Perché anche nell'odissea di omero Ulisse si trova davanti a tradimenti, mezze verità (o dovremmo proprio dire bugie), ritrattamenti su ciò che ha detto...ma nel film questo è sottolineato molto, soprattuto dalla musica che silenziosa (ma non troppo) ci guida nel capire la psicologia dell'uomo dietro l'inganno del cavallo. Compare poche volte nel film quello che chiameremo "tema del ritorno", ma quando compare è come se fosse una ninna nanna, una melodia molto semplice.

Se dovessimo far fede a delle influenze musicali, si potrebbe tranquillamente dire che è presente della forte ricerca etnomusicologica, un richiamo al minimalismo nello stile di Glass e ovviamente alla musica elettronica contemporanea.

E con questo, noi speriamo innanzitutto che il film vi sia piaciuto, che il nostro articolo sia stato di vostro gradimento e un ringraziamento speciale va a Ernesto Marciante (@ernesto.marciante) per la grande ispirazione sul tema delle sirene!

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