I suoni armonici
Hai appena sentito un suono? Sai che non hai appena ascoltato solo una nota, ma una serie infinita di esse?
Bentornati nella nostra rubrica Appunti, oggi scopriamo come sono formate le note!
Siamo tutti a conoscenza che le note sono 12 (no, non sono 7, il Do diesis ha la stessa dignità delle altre note, così come le altre note alterate) ma siamo sicuri che quando ne ascoltiamo una stiamo sentendo solo quella?
Partiamo dalla base: un suono è formato da quella che viene chiamata onda sonora, ovvero un’oscillazione dell’aria in un corpo vibrante. Quest’onda è come se fosse frazionata, divisa nel corpo vibrante e questo fenomeno dà vita a tanti altri piccoli suoni, più acuti di quello che percepiamo di più: ecco, questi suoni sono detti suoni armonici. Quando ascoltiamo un suono, quindi, ne stiamo ascoltando quindi tanti sommati.
Questi suoni però non sono casuali: si è studiato infatti che la cosiddetta serie armonica è composta sempre in modo identico, secondo dei criteri precisi. Prendiamo per esempio Do: se suoniamo questa nota, le parziali (sono chiamate così le parti da cui è composto il suono) saranno le seguenti: avremo la fondamentale (Do), l’ottava, quindi di nuovo Do (non sai cos’è un’ottava? Non sai cos’è un intervallo? Clicca qui per andare a leggere l’articolo!), avremo poi la quinta (Sol), di nuovo l’ottava... Insomma ecco una tabella in cui abbiamo da Sx il numero dell’armonica, la nota che avremo se partiamo da una fondamentale di Do e il nome dell’intervallo (a partire dall’armonico precedente). Per comodità, ci fermiamo ai primi 16 armonici, ma sappiate che la serie teoricamente va avanti all’infinito:
1° | Do
2° | Do | Ottava giusta
3° | Sol | Quinta giusta
4° | Do | Quarta giusta
5° | Mi | Terza maggiore circa
6° | Sol | Terza minore circa
7° | Sib circa | Terza minore circa, più stretta
8° | Do | Seconda maggiore circa
9° | Re | Seconda maggiore
10° | Mi | Seconda maggiore circa
11° | Fa♯ circa | Seconda maggiore circa
12° | Sol | Seconda minore circa
13° | La♭ circa | Seconda minore circa
14° | Sib circa | Seconda maggiore circa
15° | Si | Seconda minore circa
16° | Do | Seconda minore circa

Avrete notato che dal settimo armonico, per descrivere l’intervallo abbiamo usato la parola “circa”: si perché quegli intervalli non sono più esattamente assimilabili al sistema del temperamento equabile, parolone che spiegheremo in un prossimo articolo, per ora vi basti sapere che è perché quegli intervalli sono leggermente diversi da quelli che avremmo se li suonassimo su un pianoforte.
Volete sentire gli armonici? Va bene, allora prendete un pianoforte (non digitale, mi raccomando) e premete un Do grave senza suonarlo, per ora. Ora abbassate lentamente, molto lentamente, il Do centrale del pianoforte, fate in modo che il tasto sia abbassato ma non suoni. Tenendo premuto quel tasto, premete in modo secco e molto forte il Do grave scelto precedentemente, rilasciandolo subito; sentirete il Do centrale risuonare da solo, si esatto il tasto che avete abbassato ma non avete fatto suonare. Perché? Perché come abbiamo visto il Do grave contiene all'interno dei suoi armonici anche un Do più acuto!
Ok, ma a cosa servono tutte queste note all’interno di altre note? Sono importantissime per determinare il timbro, il “colore” di un suono e quindi di uno strumento. Perché una stessa nota, di una stessa ottava, suonata con la stessa intensità da un pianoforte e da un violino non suonano nella stessa maniera? Noi riusciamo immediatamente a riconoscere il violino dal pianoforte proprio per gli armonici: infatti, non tutti gli armonici sono sempre presenti in egual intensità in tutti gli strumenti. È infatti importante quali armonici si “sentono di più”, questi vanno a determinare il timbro dello strumento e, in base a quanti uno strumento ne produce, il suono sarà più o meno pieno; per questo quando un suono è in po’ vuoto si dice essere “povero di armonici”.
Questi suoni non solo ci descrivono il timbro, ma ci dicono anche perché alcuni suoni ci sembrano consonanti e altri dissonanti: l’unisono, l’ottava (ovvero le consonanze per eccellenza) appaiono subito nella serie armonica, così come la quinta, la quarta e la terza. Più il rapporto tra due note è semplice, più queste saranno consonanti e viceversa.
Insomma, queste note “nascoste” sono importantissime per un sacco di ragioni, senza di esse non potremmo nemmeno riconoscere un clarinetto da un‘arpa!
Speriamo che questo articolo vi sia piaciuto e noi vi aspettiamo sempre qui! Al prossimo articolo!
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