Professionalità e passione: intervista a Rosa Feola

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Professionalità e passione: intervista a Rosa Feola

39 anni, una voce limpida, forte e allo stesso tempo commovente e una grinta che poche persone possiedono: questa è Rosa Feola, soprano di fama internazionale che oggi abbiamo il piacere e l’onore di intervistare!

Bentornati, quindi, in Dialoghi, la nostra rubrica dove incontriamo più da vicino i protagonisti del settore musicale!

L: Salve M. Feola e grazie mille per essersi prestata per questa intervista. Comincerei subito con le domande! C’è stato un momento preciso in cui ha capito che il canto sarebbe diventato la Sua strada?

M. Feola:  È successo in chiesa, cantando l'Ave Maria: lì ho capito che il canto sarebbe stato la mia vita.

L:  Nel Suo percorso, quanto è cambiato il modo di intendere la voce e l’interpretazione nel tempo?

F: La voce è un cammino di continua crescita; non si smette mai di evolvere il modo di interpretare.

L: Un po’ come tutta la musica, sempre in evoluzione. E per quanto riguarda i ruoli che affronta? Cerca prima la fedeltà alla partitura o una dimensione più personale?

F: La priorità assoluta va alla partitura. L'interpretazione personale nasce solo dal rispetto del testo.

L: la fedeltà alla partitura quindi è per lei requisito fondamentale. Di fatto, è imprescindibile una interpretazione senza la conoscenza assoluta del brano (o del testo). Quanto conta oggi, per un cantante lirico, costruire una propria identità artistica riconoscibile?

F: Oggi è fondamentale avere un’identità artistica riconoscibile per non perdersi nell'anonimato.

L: Parliamo invece del Suo amico più stretto, il palcoscenico e di conseguenza l’opera:  questo mondo viene spesso percepito come distante: secondo Lei è un problema di linguaggio, di contesto o di educazione all’ascolto?

F: Il problema non è l'opera, ma l'educazione. Manca una cultura dell'ascolto che avvicini le persone a questo linguaggio.

L: E con il pubblico? Che rapporto ha? Cambia qualcosa nel modo di cantare o comunicare a seconda di chi ha davanti?

F:Ogni città ha una sua cultura e un pubblico differente; il mio modo di comunicare si adatta per entrare in empatia con chi ho di fronte.

L: Guardando ai giovani musicisti, cosa ritiene fondamentale oggi per intraprendere una carriera nel canto lirico?

F: Ai giovani dico di studiare più approfonditamente. Non bisogna avere fretta di bruciare le tappe.

L: Questo è un problema molto serio e molto comune nei giovani musicisti. Se dovesse descrivere in una parola cosa significa per Lei fare musica, quale sarebbe?

F: Fare musica per me significa connessione.

L: Una parola, mille significati. Infine la nostra domanda di rito: se avesse davanti un/una giovane musicista, quale sarebbe il consiglio più spassionato che darebbe?

F: Abbiate ampie vedute e, soprattutto, imparate le lingue: sono la chiave per capire davvero ciò che cantate.

L: Grazie mille M. Feola, è stato un onore!

Si conclude con queste meravigliose parole l‘intervista a Rosa Feola; per noi è stato illuminante sentire e poter raccontare quello che una grande interprete come lei pensa sull‘attualità del teatro d’opera e sui giovani. Speriamo che anche voi abbiate apprezzato questa intervista e, per i pochi che non la conoscessero, vi lasciamo il link a una delle sue esibizioni!

Vi aspettiamo per le prossime interviste e gli appuntamenti con tutte le nostre rubriche!